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martedì 5 giugno 2012

TUMORI: IN POLMONE E PANCREAS SPERANZE DA NANOFARMACO CHE INGANNA CANCRO


TUMORI: IN POLMONE E PANCREAS SPERANZE DA NANOFARMACO CHE INGANNA CANCRO =
SI MASCHERA DA CIBO E LO INVADE, RADDOPPIA SOPRAVVIVENZA IN
ANZIANI CON CARCINOMA POLMONARE

Chicago, 5 giu. (Adnkronos Salute) - Un potente chemioterapico
travestito da cibo, che come un cavallo di Troia riesce a ingannare il
cancro e a invaderlo. Agisce cosi' il primo nanofarmaco anticancro,
nab-paclitaxel, ottenuto imballando il vecchio taxano in gusci di
proteina albumina miniaturizzata che lo fanno viaggiare nel sangue
portandolo solo dove serve, in massa nel cuore del tumore. Il
prodotto, gia' sul mercato anche in Italia contro il cancro al seno
metastatico, e' tornato alla ribalta al 48esimo congresso dell'Asco
(American Society of Clinical Oncology) che si chiude oggi a Chicago,
per studi che aprono nuove speranze contro due fra i piu' temuti
killer oncologici: il cancro al polmone e quello al pancreas.

"Il nab-paclitaxel - spiega Paolo Pronzato, direttore di
Oncologia medica all'Istituto tumori San Martino-Ist di Genova - e' in
sostanza la rivisitazione hi-tech del paclitaxel", farmaco gravato da
pesanti effetti collaterali legati al solvente utilizzato per
sciogliere il principio attivo. Imbarcandolo sulla sua navicella di
albumina, invece, "si evita l'uso del solvente e si riesce a far
arrivare il chemioterapico a concentrazioni molto piu' alte nelle
cellule malate".

Accade infatti che il cancro, perennemente affamato perche' per
crescere e colonizzare l'organismo ha bisogno di 'carburante', vedendo
l'involucro proteico scambia il farmaco per un nutrimento e lo
cattura. Inoltre, grazie a un recettore chiamato Sparc,
particolarmente abbondante nei tumori e soprattutto in alcuni, la
nano-chemio riesce a penetrare lo scudo del cancro, a distribuirsi
meglio nel tessuto malato e a sgretolarne l'impalcatura dall'interno.
(segue)

(Opa/Ct/Adnkronos)
05-GIU-12 15:43

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TUMORI: IN POLMONE E PANCREAS SPERANZE DA NANOFARMACO CHE INGANNA CANCRO (2) =

(Adnkronos Salute) - Dopo i farmaci 'intelligenti' arrivano
dunque quelli 'furbi', che colpiscono la malattia a tradimento e
promettono di funzionare contro diversi tipi di cancro. Per esempio i
tumori polmonari non a piccole cellule, che rappresentano la
stragrande maggioranza dei carcinomi al polmone.

Uno studio di fase clinica III annunciato all'Asco da Celgene
International, sussidiaria dell'americana Celgene Corporation, ha
dimostrato che la combinazione tra nab-paclitaxel e carboplatino in
pazienti con tumore in stadio avanzato, somministrata in prima linea,
migliora significativamente il tasso di risposta complessivo rispetto
all'abbinamento paclitaxel-carboplatino (33% contro 25%).

"Con un dato particolarmente importante - sottolinea Pronzato -
nel sottogruppo dei pazienti anziani, che spesso vengono sottotrattati
per il timore di effetti tossici": negli over 70 che hanno ricevuto il
nanofarmaco raddoppia la sopravvivenza, arrivando a sfiorare i 20 mesi
(19,9) contro i 10,4 mesi del gruppo controllo. Nel braccio trattato
con nab-paclitaxel e' stata anche osservata una migliore
tollerabilita' generale, con meno rischi di neutropenia e neuropatia,
o di perdita dell'udito. (segue)

(Opa/Ct/Adnkronos)
05-GIU-12 15:47

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TUMORI: IN POLMONE E PANCREAS SPERANZE DA NANOFARMACO CHE INGANNA CANCRO (3) =
NUOVI DATI ALL'ASCO, IL CARCINOMA PANCREATICO VIENE
RIMPICCIOLITO E DIVENTA OPERABILE

(Adnkronos Salute) - La richiesta di via libera per l'uso in
prima linea di infusioni di nab-paclitaxel contro i tumori polmonari
non a piccole cellule e' gia' all'esame dell'agenzia americana del
farmaco Fda. C'e' quindi una nuova arma in vista contro il cancro del
polmone, che solo in Italia fa registrare circa 38 mila nuovi casi
all'anno. Ma nuove prospettive si aprono all'orizzonte, perche' sempre
dal summit Asco arrivano dati incoraggianti anche contro il tumore del
pancreas. Tredicesimo per incidenza, ma all'ottavo posto come causa di
morte oncologica, viene ancora considerato una malattia che 'non
perdona': a 5 anni dalla diagnosi e' morto il 90% dei pazienti, mentre
il 74% muore gia' entro un anno e nei casi piu' gravi l'aspettativa di
vita e' di circa 3-6 mesi. In Italia si stimano oltre 6 mila nuovi
casi ogni anno.

Poiche' nel tessuto tumorale pancreatico il recettore Sparc e'
particolarmente presente, si e' pensato che il nano-chemioterapico
impacchettato nell'albumina potesse avere i numeri per migliorare la
prognosi di questi malati. E le aspettative non sono andate deluse: in
studi precedenti, combinando nab-paclitaxel e gemcitabina si e'
riusciti a portare la sopravvivenza di pazienti in stadio avanzato da
6 a 12 mesi. E ora il nuovo trial presentato da Celgene mostra dati
promettenti anche nel trattamento dei tumori pancreatici non
metastatici, ancora operabili.

Su 16 pazienti arruolati, dopo 2 cicli di trattamento con
nanofarmaco piu' gemcitabina, le dimensioni del cancro si sono ridotte
e 12 malati si sono potuti operare. Di questi, 11 hanno ottenuto la
rimozione completa di ogni traccia di tumore, elemento chiave per
prevenire future metastasi. Sui 16 reclutati, inoltre, 13 hanno avuto
una stabilizzazione della malattia o una risposta parziale alla cura.
Infine, nel 50% dei pazienti trattati si e' osservata una riduzione
almeno del 70% nei livelli di marker tumorale 'spia' dell'attivita'
della malattia. Gli effetti collaterali seri piu' comuni sono stati
neutropenia (18%), trombocitopenia (12,5%), infezioni (12,5%) e
transaminasi alte (6,2%).

(Opa/Opr/Adnkronos)
05-GIU-12 16:40

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